Il soldato napoleonico (la leva, la vita quotidiana, la guerra)

 

La leva

 

Il viaggio nella vita del soldato  parte dal momento in cui cessa di essere un civile e diventa, appunto, un soldato dell’Impero.
Questo viaggio comincia a Parigi, dove Napoleone decide di quanti uomini avrà bisogno per le campagne dell’anno successivo; questa cifra viene poi suddivisa fra i vari dipartimenti dell’Impero, e i prefetti, che sono a capo dei dipartimenti, li suddividono nei loro arrondissement, dove a loro volta i sotto prefetti li ripartiscono tra i vari canton (comuni).
Il maire (il sindaco) tiene aggiornata la lista cantonale, iscrivendovi tutti i giovani che nell’anno hanno compiuto 20 anni e depennando quelli che ne hanno compiuti 25.
La decisione su chi partirà e chi no, viene, in prima battuta, affidata alla sorte: tutti i potenziali coscritti sono convocati presso il capoluogo dell’arrondissement, e sono chiamati a estrarre un numero, stabilendo così un ordine: in base a quest’ordine si compilano le liste di leva, iniziando dai numeri più bassi. Numerose sono le memorie di soldati dell’Impero che iniziano con l’estrazione a sorte e lo smarrimento di aver «estratto un numero basso»…
Nel momento saliente dell’estrazione a sorte le varie autorità locali (normalmente il maire e il sottoprefetto) scortate da due militi di Gendarmeria in alta uniforme, sono sedute a un tavolo apparecchiato. Era una dimostrazione di apparato e di potere , che serviva anche a incutere nei contadini timore e rispetto per lo Stato e per la coscrizione come istituzione. I giovani si avvicinano uno alla volta,certamente timorosi, per estrarre il numero dal cappello, mentre altri, contemporaneamente, vengono misurati da due soldati, per verificare se sono abili all’arrouolamento. Se si fosse dimostrato inabile, il numero successivo sarebbe stato chiamato a sostituirlo: ma con l’Impero in difficoltà e disperatamente a corto di uomini, i limiti d’altezza per il servizio si abbassarono sempre di più…
Il passo successivo, a qualche giorno di distanza, è il Consiglio di reclutamento, che ha luogo nel capoluogo del Dipartimento, con la partecipazione del prefetto e delle autorità militari. Il Consiglio ha il compito di pronunciarsi sulle richieste di esenzione o di sostituzione e di stabilire, una volta per tutte, chi parte e chi no.
A questo punto, il nostro coscritto, quali possibilità ha di sfuggire alla leva? Essenzialmente tre: trovare un medico che gli firmi un certificato di esenzione, trovare un sostituto, o darsi alla macchia. La prima è un’alternativa costosa, e dall’esito incerto: i consigli di reclutamento sono sospettosi, spesso non accettano le esenzioni firmate da medici civili e rinviano il coscritto all’esame degli ospedali militari. La seconda alternativa, trovare un sostituto, è ancora più costosa, e più passa il tempo, più aumenta il costo dei sostituti: ce ne sono sempre meno, e in più si è diffusa la voce che i coscritti non partono per le gloriose campagne militari dell’inizio dell’Impero, ma per la logorante e spaventosa guerriglia spagnola, o per le sconfinate e gelide steppe russe, con ben poche speranze di fare ritorno. E il prezzo dei sostituti va alle stelle. Allora che fare? Fuggire? Ma è pericoloso, si diventa fuorilegge, e comunque non si può più essere utili alla famiglia per il lavoro nei campi. Ecco quindi che per la grande maggioranza dei chiamati, non c’è realmente scelta.
I coscritti definiti nel corso del Consiglio di reclutamento vengono quindi rimandati a casa in attesa della partenza. Quando vengono finalmente chiamati per partire, nella Révue de départ, i coscritti vengono assegnati ai vari corpi, sulla base delle caratteristiche fisiche (altezza, ecc.) o dei mestieri praticati (per esempio, un maniscalco quasi sicuramente finirà in cavalleria). La maggior parte, come sempre, finisce in fanteria. Una volta assegnati ai corpi, vengono formati gli scaglioni che, accompagnati da sottufficiali e soldati dei corpi di destinazione, vengono avviati verso i depositi dei vari reggimenti.

Francesco Di Leone

Leutenant des Fusiliers

113ème Régiment d’Infanterie de Ligne (en reconstitution)