Il soldato napoleonico (la leva, la vita quotidiana, la guerra)

 

La paga

 

Quanto guadagnava un soldato napoleonico?
La metodologia di calcolo era piuttosto complicata, e variava in base al grado, all’anzianità e alla situazione, ma subiva sempre una serie di trattenute, perché ci si aspettava che i soldati pagassero per diverse loro necessità. Esistevano tre tipologie di paga (in base alla situazione) per un semplice fuciliere di fanteria.
Sulla paga giornaliera, come sappiamo, venivano detratti 10 centesimi per la masse de linge et chaussures, che era amministrata dal quartiermastro (Quartier-Maître) e dedotta direttamente a livello di Reggimento. La detrazione si accumulava per costituire un fondo individuale di 30 franchi. Il valore di biancheria e accessori (camicie, ghette, scarpe, colli ecc.) richiesti dal soldato, per sostituire quelli usurati, veniva dedotto da questo fondo. Ogni tre mesi, se l’equipaggiamento del soldato era completo, eventuali eccedenze rispetto ai 30 franchi del fondo individuale venivano restituiti al soldato.
L’altro elemento che restava fisso erano i deniers de poche, detto anche prêt, che letteralmente significa «prestito», ma che in realtà sarebbe meglio definire come «anticipo»: questi 5 centesimi al giorno, pagati ogni 5 giorni, erano in realtà l’unico denaro contante che il soldato si trovava in tasca.
La parte restante, l’ordinaire, variava in funzione della situazione, ma era anche questa interamente detratto dalla paga per acquistare il cibo, le candele, i vari materiali di consumo e per pagare le lavandaie (blanchisseuses) e il barbiere di compagnia (frater). L’ordinaire era più basso in campagna (dove i soldati erano forniti di razioni a spese dello Stato), più alto in guarnigione (dove invece il cibo era a carico del soldato). L’ordinaire era amministrato dallo chef d’ordinaire, che era normalmente il caporale caposquadra, ma poteva essere anche uno dei soldati.
Su tutte queste voci base, insistevano poi innumerevoli possibili varianti: gli uomini in licenza subivano una detrazione sul prêt, e ovviamente non gli veniva pagata la quota di ordinaire; i puniti ricevevano l’ordinaire ma non il prêt. C’era poi un’indennità di viaggio per i soldati che marciavano da soli o comunque non con un reparto formato, e una paga speciale per chi serviva a Parigi (notoriamente molto più cara del resto della Francia). Tutte queste paghe seguivano poi tabelle di avanzamento corrispondenti al grado, ma anche all’anzianità del singolo soldato nel grado stesso. A titolo di confronto, possiamo osservare che un sergente era pagato circa il doppio di un soldato, e un colonnello 46 volte di più.
Potete bene immaginare che incubo fosse questo, per delle giovani reclute che spesso avevano ben poca dimestichezza con il denaro (di soldi ne giravano molti meno di adesso, e normalmente in famiglia li gestiva il padre). Il sistema era del tutto incomprensibile per i coscritti, e si prestava a facili truffe ai loro danni, nonostante anche la più piccola somma dovesse essere documentata in diversi registri e soggetta a controlli incrociati.
Infine, c’è da tenere presente che la paga, pur essendo sensibilmente più alta rispetto a prima della Rivoluzione, era ancora piuttosto misera: un muratore guadagnava 1 franco al giorno,  un manovale agricolo 80 centesimi. I prezzi dei beni (sia cibo, che altro) erano in linea con queste cifre. Diventa quindi chiaro che i 5 centesimi al giorno che il nostro soldato si trovava in tasca erano praticamente un’elemosina. La cronica mancanza di denaro è uno dei temi ricorrenti nelle lettere che i giovani scrivevano a casa: «écrivez-moi de temps en temps,» canta la chanson du conscrit de 1810, «pour m’envoyer de l’argent!»

 

Francesco Di Leone
Leutenant des Fusiliers
113ème Régiment d’Infanterie de Ligne (en reconstitution)