1. Per una nuova storia dei toscani che combatterono sotto le aquile imperiali

Nel corso dei duecento anni che ci separano dai tumultuosi eventi della Rivoluzione e dell’Impero, sono apparsi vari contributi che illustrano le vicende occorse ai tanti toscani che, sotto le armi al momento dell’annessione, volontari oppure chiamati per coscrizione, servirono nei reggimenti francesi. I primi lavori pubblicati sull’argomento sono quelli narrati dalla generazione dei reduci. Tra i veterani che pubblicano opere nelle quali riflettono la loro esperienza diretta e che trattano dei toscani segnaliamo, per l’importanza del loro contributo, Cesare De Laugier e Camillo Vacani. Il primo, elbano di nascita, si arruola volontario il 27 ottobre del 1807 nel reggimento veliti reali italici e combatte prima in Spagna, poi in Russia ed infine nell’Italia settentrionale. Le opere che scrive sull’argomento sono il frutto di esperienze e conoscenze personali, della consultazione di documenti originali e della testimonianza di tanti reduci1I testi del De Laugier presentano uno stile vivo e partecipato, che riflette la piena adesione dell’autore al regime napoleonico e allo stesso tempo la nascita di un sentimento nazionale italiano. De Laugier, al pari di tanti altri veterani napoleonici, ha poi un ruolo di rilievo nella prima guerra d’indipendenza, nella quale comanda l’esercito toscano nella dura e gloriosa giornata di Curtatone e Montanara. Questa circostanza è illuminante per capire quale “brodo di coltura” siano state le campagne napoleoniche rispetto al risorgimento italiano ed il loro contributo nel far crescere in Italia una coscienza nazionale. Al riguardo, in merito alla mentalità dei reduci napoleonici e alle problematiche inerenti il loro reinserimento nella società toscana è da segnalare il lavoro di Luigi Mascilli Migliorini all’interno del volume La Toscana nell’età rivoluzionaria e napoleonica, pubblicato nel 1985 a cura di Ivan Tognarini2Il secondo reduce che segnaliamo è Camillo Vacani, che combatte in Spagna ed Italia nell’esercito del Regno Italico3Nella sua Storia delle campagne e degli assedi degli italiani in Spagna4il Vacani narra delle vicende che vedono protagonisti gli italiani che, reclutati nel Regno Italico, combattono in Spagna per Napoleone. La prima edizione dell’opera del Vacani esce in tre volumi a Milano nel 1823. Lo stile è monotono e piatto, da cronista asettico, ben diverso dall’ardore del De Laugier. Nella seconda edizione del lavoro del Vacani, che viene pubblicata in sei volumi a Firenze nel 1827, sono presenti in aggiunta al testo due appendici, rispettivamente al quarto e al sesto volume. Queste appendici sono dedicate principalmente al contributo del 113° Reggimento di fanteria di linea francese, che era in realtà composto da italiani, prevalentemente toscani. Il tono del Vacani nell’introdurre l’argomento nell’appendice al quarto volume è particolarmente omertoso e “carbonaro”:

“Era già pubblicato il terzo e pressoché già stampato il presente volume,quando per parte di distinti ufficiali che gloriosamente militarono in Spagna o nelle divisioni del regno d’Italia, o nel reggimento 113 francese tutto composto di Toscani, ci furono rimessi diversi schiarimenti e preziose notizie sfuggite alla diligenza dell’illustre storico.”

Niente si dice di chi siano questi “distinti ufficiali che gloriosamente militarono in Spagna”. È ancora recente la restaurazione ed appare evidente la preoccupazione di nuocere in quel particolare momento storico a coloro, o a colui (forse lo stesso De Laugier), che il Vacani utilizza come fonte per la storia dei militari toscani. Il contributo del Vacani è importante ed  interessante ma circoscritto purtroppo alle sole vicende spagnole ed ha quindi una portata limitata, considerato largo impiego militare che vede i toscani e lo stesso 113° reggimento combattere in ogni angolo dell’Europa continentale.

La successiva produzione è quella dei “compilatori” e si sviluppa a partire dai primi anni del XX secolo, principalmente ad opera delle pubblicazioni tematiche dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano. Tra questi contributi, quello che maggiormente è orientato sulle vicende delle truppe toscane è l’organico lavoro di Niccolò Giorgettiche, nel corpo della sua opera Le armi toscane e le occupazioni straniere in Toscana5dedica vari capitoli all’argomento. La pubblicazione del Giorgetti si presenta come lavoro di compilazione ricavato da opere già edite e quindi, poco aggiunge a quanto già conosciuto; ciononostante questo autore ha il merito di aver affiancato per la prima volta alla narrazione della sequenza degli avvenimenti anche dei paragrafi dedicati ai singoli corpi, sviluppando così una sintesi delle varie storie reggimentali.

Di recente si segnala il contributo di Angela Arzilli, pubblicato anch’esso dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore, ma purtroppo in una versione priva dell’appendice documentale, nella quale compaiono alcune citazioni finora inedite6.

Utili informazioni trasversali sui personaggi citati nelle varie opere si rintracciano poi nelle numerose pubblicazioni di argomento militare area francese ed anglosassone, particolarmente in materia di organici, perdite e biografie di ufficiali superiori e generali. Tali pubblicazioni sono però spesso di taglio ampio e massivo ed è pertanto necessario cercare dei riscontri incrociati prima di utilizzarli con una certa attendibilità7Altre notizie in ordine sparso sui toscani, disperse ma interessanti, si trovano un po’ ovunque nelle memorie dei protagonisti e nella stessa corrispondenza di Napoleone.

Emerge complessivamente una produzione storiografica che non va molto oltre l’illustrazione degli eventi citati da fonti già edite. Sono però note le potenzialità di ricerca offerte da alcuni fondi archivistici ad oggi relativamente inesplorati. Primi fra tutti gli archivi del Service Historique de l’Armée de Terre, posti nel castello di Vincennes, che conservano i documenti amministrativi dei vari reggimenti francesi e stranieri al soldo della Francia. La massa di informazioni contenuta in tali archivi è imponente: di ogni reggimento esistono i Libri Matricola, con l’elenco dei soldati – secondo la data di incorporazione – con l’indicazione del nome e cognome, del nom de guerre,caratteristiche somatiche, età, data e luogo di nascita,e compagnia di destinazione, oltre che tutte le registrazioni relative alla carriera militare e alla famiglia di provenienza (nome e mestiere dei genitori). Tutti questi dati, trasferiti su un data base informatico, potrebbero fornire una interessantissima base statistica per un’analisi approfondita del contributo toscano alle campagne di Napoleone. È quindi auspicabile che in un prossimo futuro qualche volenteroso dedichi un po’ del suo tempo a questa ricca miniera documentale solo sporadicamente utilizzata. In attesa di ciò, al termine della prossima sezione, che è dedicata alla coscrizione obbligatoria, in un ennesimo lavoro di sintesi, si riassumeranno le vicende dei reparti toscani dell’esercito francese, ordinati per reggimenti e corpi.

1 DE LAUGIER Cesare, Gli italiani in Russia. Memorie di un uffiziale italiano per servire la storia della Russia, della Polonia e dell’Italia nel 1812, Italia, 1826-1827, 4 voll.; Fasti e vicende di guerra dei popoli italiani dal 1801 al 1815, o Memorie di un uffiziale italiano per servire alla storia militare italiana del suddetto periodo, Italia 1829-1838, 13 voll.; Concisi ricordi di un soldato napoleonico, (a cura di Raffaele Ciampini) Einaudi, Torino 1942.

 2 MASCILLI MIGLIORINI Luigi, <<reduci>> nella Toscana post-napoleonica: ordinamenti militari e problemi di mentalità, in a cura di TOGNARINI Ivan, La Toscana nell’età rivoluzionaria e napoleonica, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1985, pp. 659-670.

3 Cfr. FERRARI Costante, Memorie postume, Fasani, Varese e Milano s.d. ma 1945, p. 119: “Camillo Vacani (1785-1862), lombardo, combatté da prode nella guerra di Spagna, guadagnandosi nel 1809 il brevetto di capitano. Capobattaglione del genio nel 1813, entrato in Italia partecipò col Vicerè alle campagne sull’Isonzo, sull’Adige e sul Mincio (1814)….”.

4 VACANI Camillo, Storia delle campagne e degli assedi degli italiani in Spagna dal MDCCCVIII al MDCCCXIII, Firenze 1827, 6 voll..

5 GIORGETTI Niccolò, Le armi toscane e le occupazioni straniere in Toscana (1537-1860), Comando del Corpo di Stato Maggiore – Ufficio Storico, Unione arti grafiche, Città di Castello 1916, 3 voll..

6 ARZILLI Angela, I reggimenti toscani nelle campagne napoleoniche, in Studi Storico Militari 1990, Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico, Roma 1993.

7 Per le bibliografie di ufficiali e generali, si segnalano: QUINTIN Danielle et Bernard, Dictionnaire des colonels del Napoléon, S.P.M., Paris 1996 e SIX Georges, Dictionnaire biographique des généraux e amiraux francais de la révolution et de l’empire (1792-1814), Georges Saffroy Editeur, Paris 1934, 2 voll.. Per le perdite subite dai reggimenti dell’impero francese rimane ad oggi ineguagliata la monumentale opera del MARTINIEN, Tableaux par corps et par batailles des officiers tués et blessés pendant les guerres de l’Empire (1805-1815), Éditions militaires européennes, Paris 1899; Tra i vari lavori sull’organica, segnaliamo BOWDEN Scott, Napoleon’s Grande Armée of 1813, The Emperor’s Press, Chicago 1990.

5 GIORGETTI Niccolò, Le armi toscane e le occupazioni straniere in Toscana (1537-1860), Comando del Corpo di Stato Maggiore – Ufficio Storico, Unione arti grafiche, Città di Castello 1916, 3 voll..

6 ARZILLI Angela, I reggimenti toscani nelle campagne napoleoniche, in Studi Storico Militari 1990, Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico, Roma 1993.

7 Per le bibliografie di ufficiali e generali, si segnalano: QUINTIN Danielle et Bernard, Dictionnaire des colonels del Napoléon, S.P.M., Paris 1996 e SIX Georges, Dictionnaire biographique des généraux e amiraux francais de la révolution et de l’empire (1792-1814), Georges Saffroy Editeur, Paris 1934, 2 voll.. Per le perdite subite dai reggimenti dell’impero francese rimane ad oggi ineguagliata la monumentale opera del MARTINIEN, Tableaux par corps et par batailles des officiers tués et blessés pendant les guerres de l’Empire (1805-1815), Éditions militaires européennes, Paris 1899; Tra i vari lavori sull’organica, segnaliamo BOWDEN Scott, Napoleon’s Grande Armée of 1813, The Emperor’s Press, Chicago 1990.

Il brano sopra citato è tratto da: Gianni Doni “CENNI SUI MILITARI TOSCANI NELLA GRANDE ARMÉE” in: Partire, Partirò, Partir bisogna. Ed. Polistampa, Firenze 2009.