Il soldato napoleonico (la leva, la vita quotidiana, la guerra)

 

Gli artigiani, les cantinières et les enfants de troupe

 
Ogni Reggimento, come abbiamo visto, aveva presso il suo deposito degli ateliers dove si producevano le uniformi e gli equipaggiamenti. Presso questi ateliers lavoravano i maîtres artisans, o artigiani reggimentali. Gli artigiani erano in tutto e per tutto membri del Reggimento, in forza allo stato maggiore reggimentale; ricevevano una paga, ma rimanevano presso il deposito e non partivano mai in campagna. Ogni reggimento, secondo la legge contava:
  • 1 mastro sarto, responsabile del confezionamento di tutte le uniformi;
  • 1 mastro ghettaio, separato dal sarto per la particolare abilità richiesta nel confezionamento delle ghette;
  • 1 mastro calzolaio, che si occupava della produzione di scarpe e di tutti gli oggetti in cuoio necessari alla tenuta, come giberne, foderi per le baionette e le spade, ecc.
  • 1 mastro armaiolo, che effettuava riparazioni sulle armi se necessario.
Gli artigiani ovviamente non erano in grado di provvedere da soli a tutte le necessità del Reggimento (si pensi che, solo per rifornire di habit, che dovevano essere cambiati ogni tre anni, un Reggimento di tre battaglioni, avrebbero dovuto essere prodotti 1256 habit/anno); per questo motivo, venivano identificati all’interno di ogni compagnia un certo numero di ouvriers che venivano esentati dalle corvée e, dopo aver completato l’addestramento di base, venivano inviati presso i mastri artigiani per supportarli nella loro attività. Per questo ricevevano uno stipendio che andava a integrare la paga. Se il nostro soldato fosse stato calzolaio, o sarto, nella vita civile, forse avrebbe avuto buone probabilità di finire a dare una mano nell’atelier reggimentale; sta di fatto però, che a differenza dei maîtres, gli ouvriers di compagnia non erano certo esentati dal partire in campagna!
Le cantinières erano figure autorizzate dalla legge per fornire ad un prezzo onesto ai soldati quei beni di prima necessità che non erano provvisti dallo Stato. Questo includeva sia cibo con cui integrare (pagando, è ovvio) la razione, sia alcool, tabacco, ma anche prodotti come candele, bottoni e carta da lettere. Erano normalmente le mogli di un soldato o di un sottufficiale, e se il marito moriva tendevano a risposarsi con un altro membro del Reggimento. Era un mestiere rischioso, ma in quell’epoca in cui la figura femminile era indubbiamente su un gradino inferiore rispetto agli uomini, le cantinières erano singolarmente autonome, dimostrando spirito d’iniziativa e anche molto coraggio. Il mestiere era infatti molto rischioso, perché condividevano con i soldati tutti i pericoli della campagna; d’altra parte, cantinières particolarmente intraprendenti riuscirono col tempo a fare soldi e a guadagnarsi l’autonomia economica una volta tornate a casa.
Le blanchisseuses erano altre donne, analoghe in tutto e per tutto alle cantinières, sia nella provenienza (solitamente mogli dei soldati) sia nelle leggi che ne regolavano quantità (sempre 2 per battaglione) e attività, che nel loro caso consisteva nel lavaggio della biancheria dei soldati, sia in caserma che in campagna.
Vale la pena ricordare che cantinières e blanchisseuses erano autorizzate a seguire l’esercito ma non erano «a ruolo» e di conseguenza non ricevevano una paga. Viceversa, gli enfant de troupe erano bambini che venivano iscritti al ruolo delle compagnie (ne erano permessi 2 per ciascuna) e ricevevano metà della paga del soldato, e tutte le razioni. Ovviamente non tutti i figli dei soldati potevano essere accolti in questo ruolo, e la legge prevedeva di dare la precedenza agli orfani, ai figli di soldati e cantiniere, e poi, solo se questi erano esauriti, ai figli dei sottufficiali ed eventualmente degli ufficiali. Chi non rientrava in questo ruolo, doveva essere nutrito a spese dei genitori.
Gli enfant de troupe potevano essere messi a ruolo dall’età di 2 anni; ricevevano un’istruzione di base, e appena in grado di lavorare erano inviati presso i maîtres artisans per imparare un mestiere. Dall’età di 14 anni potevano seguire l’esercito in campagna (solitamente ricoprivano il ruolo di pifferi), ma solo da 16 anni potevano arruolarsi e ricevere la paga del soldato. La maggior parte finiva a fare il tamburino.
 
 
Francesco Di Leone
Leutenant des Fusiliers
113ème Régiment d’Infanterie de Ligne (en reconstitution)