Il soldato napoleonico (la leva, la vita quotidiana, la guerra)

 

Le compagnie d’élite: Grenadiers et Voltigeurs

 

Inizialmente, tutte le reclute venivano assegnate a una compagnia fucilieri. Le compagnie fucilieri, che formavano il grosso dei reparti, erano 4 per ogni battaglione di fanteria.
All’aumentare della sua esperienza, però, il soldato, non più coscritto, poteva sperare di essere trasferito in una compagnia d’élite. Le compagnie d’élite erano due per ogni battaglione, una di Grenadiers (Granatieri, che erano chiamati Carabiniers, carabinieri, nella fanteria leggera) e una di Voltgeurs. Essere assegnato a una compagnia d’élite era una sorte ambita: la paga era più alta, e gli uomini non erano sottoposti a corvée, se non quelle della propria compagnia. Le compagnie di Granatieri e Volteggiatori erano prestigiose, e gli uomini erano orgogliosi di farne parte, tanto che, per dimostrare l’appartenenza a una compagnia d’élite, si facevano crescere i baffi, mentre i fucilieri dovevano restare sbarbati. D’altra parte, questo prestigio era ottenuto a caro prezzo: le compagnie d’élite venivano di solito impiegate in compiti più pericolosi e avevano tassi di perdite più alti.
I Granatieri erano la più antica delle due specialità. Nacquero alla fine del ‘600, da soldati scelti per condurre gli assalti alle fortificazioni, che marciavano in testa alle colonne dei rispettivi battaglioni, lanciando granate sui difensori, da cui il nome. Poiché i larghi cappelli dell’epoca li ostacolavano nel lancio delle granate, furono dotati di alti berretti di stoffa, che nel corso del ‘700 si evolsero nel berrettone di pelo che è ancora distintivo dei Granatieri di tutto il mondo. Per lanciare le granate il più lontano possibile, inoltre, si selezionavano i soldati più alti e prestanti, e l’uso del berrettone li rendeva ancora più imponenti, incutendo terrore nei nemici. Nel corso della prima metà del ‘700, le granate caddero in disuso, e i Granatieri divennero semplicemente una delle compagnie dei battaglioni di fanteria: la compagnia più «anziana», quella che marciava sempre in testa, nelle parate come negli assalti, e tali rimasero fino alla fine del XIX secolo.
I Granatieri francesi dell’epoca napoleonica si riconoscono dunque per l’alto berrettone di pelo d’orso, che può avere o meno una placca d’ottone con granata, e cordoni e piumetto rosso; portano spalline rosse e la granata come segno distintivo sulla giberna e sulle code dell’habit. Inoltre portano un’arma bianca, una sciabola corta con dragona rossa. Il sabre modèle an XI, ultimo vestigio dell’epée du soldat dei primi del settecento, in realtà, non era tanto un’arma, quanto proprio un segno distintivo dello status di élite: in battaglia non veniva quasi mai usato, e al massimo poteva servire in accampamento, per tagliare le fascine. Per il resto, l’equipaggiamento dei Granatieri era uguale a quello dei fucilieri.
In battaglia, come abbiamo detto, i Granatieri marciavano in testa al battaglione ed erano sempre all’avanguardia negli assalti, dove potevano dare prova del loro coraggio. Spesso accadeva che le compagnie Granatieri di vari reggimenti fossero separate dai loro battaglioni d’origine e riunite in appositi battaglioni di Granatieri, che venivano tenuti di riserva per intervenire in momenti cruciali. Celebre è la divisione Granatieri di Oudinot, che era composta di soli battaglioni Granatieri tratti da vari reggimenti della Grande Armée nel 1805, e dal 1807, anche da battaglioni di carabiners e Voltgeurs, cioè da battaglioni delle ompagnie d’élite. La divisione si coprì di gloria nelle campagne tra il 1805 e 1809, cosa che valse al suo comandante la dignità di Maresciallo di Francia.
I Voltgeurs erano la più recente delle due specialità, ed erano in tutto e per tutto una creazione di Napoleone. L’Imperatore infatti, trovandosi a corto di uomini e dovendo abbassare l’altezza minima per il reclutamento, decise di dare un «contentino» a tutti questi giovani «diversamente alti» che si trovavano a servire nella sua Grande Armée. Decretò pertanto, nel 1804, la creazione delle compagnie Volteggiatori nella fanteria leggera, decisione poi estesa alla linea l’anno successivo. Il suo obiettivo era creare un corpo che rivaleggiasse con i Granatieri, e offrire ai soldati valorosi ma bassi (che quindi non potevano ambire a diventare Granatieri) una forma di riconoscimento del loro coraggio. In questo Napoleone fu pienamente ripagato, perché i Voltgeurs si dimostrarono pari ai Granatieri e offrirono prodigi di valore lungo tutta la storia militare dell’Impero, dal passaggio del Danubio alla ridotta di Shevardino.
In teoria, alle compagnie Volteggiatori venivano assegnati i veterani più piccoli, ma non bastava: dovevano essere agili, in grado di nuotare (o almeno, così chiedeva il decreto istitutivo), dotati di spirito di iniziativa e di buona mira: il loro compito infatti era di agire come fanteria leggera, in modo cioè più simile ai soldati moderni: schierarsi in ordine sparso per coprire i fianchi o la coda del battaglione, ritardare le avanzate nemiche, ma anche colpire gli artiglieri nemici per impedire ai pezzi di tirare, o attraversare un terreno difficile per prendere di sorpresa l’avversario, o passare un fiume al guado per conquistare una testa di ponte: tutti compiti nei quali la manovra in ordine chiuso di un battaglione di fanteria sarebbe stata inutilmente lenta e ingombrante.
Le distinzioni dei Volteggiatori erano il colletto giallo (in teoria sarebbe dovuto essere camoscio, ma era quasi universalmente giallo), le spalline verdi o gialle, e i cordoni gialli sullo shako. Inizialmente, le compagnie Volteggiatori si dotarono di sabre, come i Granatieri, ma Napoleone, sempre attentissimo ai costi dell’Armée, decise che non valeva la pena di spendere soldi per dotare di sabre anche i Volteggiatori. Così l’Imperatore decretò perentoriamente, nel 1807, che i Volteggiatori avrebbero dovuto restituire i loro briquet. La cosa provocò sulle prime una grande costernazione, poi, dopo che innumerevoli suppliche da parte di vari colonnelli non erano valse a nulla, i Volteggiatori si decisero a… ignorare bellamente l’ordine dell’Imperatore e conservare i loro sabre. Per i reggimenti levati più tardi divenne un po’ più difficile dotare di sabre i Volteggiatori, ma nelle pieghe delle varie masse diversi consigli d’amministrazione reggimentali trovarono i fondi per equipaggiare di sabre i loro Volteggiatori, ansiosi di veder riconosciuto appieno il loro status di élite.
La differenza teorica tra Granatieri e Volteggiatori appare marcata, ma, nella pratica, l’uso che se ne faceva era molto simile. In entrambi i casi si trattava di truppe d’élite, che venivano regolarmente scremate dai propri battaglioni d’appartenenza per formare battaglioni ad hoc per compiti speciali, sia da usare come riserve, sia per azioni particolarmente pericolose e importanti, dove c’era bisogno di soldati veterani e coraggiosi. Queste compagnie, com’è ovvio, tendevano ad avere tassi di perdite più alti degli altri, e di conseguenza dovevano essere mantenuti a pieno organico prelevando dalle compagnie fucilieri i soldati migliori. In genere, la compagnia Granatieri cercava veterani alti, mentre quella Volteggiatori li prendeva di preferenza bassi, ma se una sola delle due compagnie doveva essere rimpinguata, i veterani delle compagnie fucilieri venivano trasferiti indipendentemente dall’altezza. Col passare del tempo e il peggiorare della situazione, con i reparti sempre a corto di uomini, anche il requisito di esperienza venne meno, e le compagnie iniziarono a essere portate a pieno organico con reclute appena arrivate dalla coscrizione, perdendo sempre di più le loro caratteristiche di élite.
 
Francesco Di Leone
Leutenant des Fusiliers
113ème Régiment d’Infanterie de Ligne (en reconstitution)