Il soldato napoleonico (la leva, la vita quotidiana, la guerra)
In guarnigione: la giornata
Si possono individuare due momenti distinti nella vita del soldato, in quanto la routine quotidiana di un coscritto cambiava nettamente: in guarnigione e in campagna.
La routine in guarnigione,poteva essere non solo in caserma in tempo di pace, ma anche, per esempio, quando i soldati erano dislocati in una città, magari occupata: era ciò che accadeva a molti giovani coscritti toscani in Spagna.
Dall’arrivo al deposito, fino probabilmente al giorno del congedo (per chi ci arrivò) ogni giornata di ogni recluta, sia in guarnigione che in campagna, era scandita dal suono dei tamburi, che marcavano le fasi della giornata e le varie attività.
La prima suonata era proprio la sveglia, che consisteva in un roulement, un semplice rullo di tamburi. La sveglia veniva suonata alle 6 di mattina dal 1 Aprile al 30 Settembre, e alle 7 negli altri mesi. Al suono della sveglia, la camerata si alzava, il caporale faceva vestire gli uomini (ciascuno nella tenuta prescritta per il servizio che avrebbe dovuto svolgere) e faceva l’appello, notando eventuali assenti o malati, e passando poi la lista al sergente di settimana. Fatto ciò, i soldati rifacevano i letti e pulivano la camerata, mentre lo chef d’ordinaire, che come abbiamo detto di solito era il caporale, andava a fare la spesa, accompagnato da un altro soldato.
Alle 9:00, al suono dell’Assemblée, i soldati che erano comandati di guardia si adunavano, e venivano ispezionati dal sergente di settimana. Nel frattempo, gli altri soldati potevano svolgere diverse corvée, per esempio le distribuzioni di pane, paglia ecc., che erano segnalate dal suono della Breloque. Inoltre, lo chef d’ordinaire si occupava di preparare il cibo per la camerata, insieme agli altri chef d’ordinaire della compagnia, nelle cucine della caserma.
Alle 10, un nuovo Roulement segnalava il pasto del mattino, il primo pasto della giornata, in cui i soldati consumavano la prima metà della loro razione.
Finito il pasto, che durava circa mezz’ora, la guardia montante si radunava di nuovo, veniva nuovamente ispezionata (stavolta dall’ufficiale di settimana) e alle 11:15 il Rappel segnalava la partenza per la parata della guardia, che andava sulla piazza d’armi a prendere il posto della guardia smontante. La parata aveva luogo alle 12:00, e per le 24 ore successive i soldati avrebbero presidiato vari posti di guardia all’interno e all’esterno della città, e svolto ronde (soprattutto di notte) per assicurare la sicurezza della piazza e dei suoi abitanti. In pace e in guerra, in Francia o nei territori occupati, la guardia si faceva invariabilmente con il colpo in canna: si caricava il fucile prima di lasciare la caserma, e lo si scaricava, per mezzo di un apposito attrezzo ( il cavapalle) che permetteva di recuperare palla e polvere senza sparare, soltanto il giorno dopo, quando la guardia era smontata e tornata al quartiere.
Il pomeriggio era dedicato all’addestramento, che avveniva per gradi: le reclute erano prima istruite nell’école du soldat, ossia i movimenti individuali e il maneggio delle armi, e solo dopo aver raggiunto un livello sufficiente venivano inseriti nel reparto che si addestrava all’école de peloton. In giorni selezionati, le varie compagnie erano radunate per addestrare tutto il battaglione all’école de bataillon.
Il sabato pomeriggio era libero dall’addestramento, e dedicato alla pulizia delle armi, dell’abbigliamento, dell’equipaggiamento individuale, e del mobilio delle camerate, per prepararsi all’ispezione generale di tutto il reggimento, che aveva luogo la domenica mattina, dopo la soupe. La domenica pomeriggio invece era libera, a meno che il Colonnello o lo Chef de Bataillon non decidessero che, trovandosi tutto il reggimento riunito per l’ispezione, quella fosse una buona occasione per ripassare un po’ di école de bataillon, nel qual caso c’era un po’ di marcia da fare sulla piazza d’armi.
Qualunque fosse stata l’attività del pomeriggio, alle 17:00 (alle 16:00 dal 1 Ottobre al 31 Marzo), al suono del Roulement, i soldati consumavano la seconda metà della loro razione con la soupe du soir, per poi godere di un po’ di libera uscita, da spendere come vedremo nelle cantine reggimentali o nei locali esterni alla caserma.
Trenta minuti dopo il tramonto, i tamburi della guarnigione suonavano la Retraite; poiché però d’inverno questo avrebbe significato non dare alcuna libera uscita ai soldati, i comandanti delle piazze avevano facoltà di «allungare» questo termine come ritenevano più opportuno; il regolamento di servizio del 1822 sancì che la ritirata, nei giorni più corti dell’Inverno, non poteva essere comunque battuta prima delle 18: abbiamo ogni ragione di credere che questo non fosse altro che la «normazione» di un uso già praticato in epoca napoleonica.
A qualunque ora venisse battuta, la retraite significava la fine della libera uscita: i tamburi iniziavano a suonarla tutti insieme nella piazza d’armi, per poi dirigersi ciascuno verso il proprio quartiere, continuando a suonare, in modo da «raccogliere» lungo la strada tutti i soldati dei vari reparti. Trascorsa mezz’ora dal rientro dei tamburi al quartiere, le porte venivano chiuse, e chiunque fosse stato sorpreso all’esterno veniva arrestato. Nel frattempo, all’interno della caserma i caporali facevano il contrappello, e dopo un’altra mezz’ora si spegnevano le luci e tutti quanti se ne andavano a letto, soddisfatti di aver passato un’altra bella giornata di tranquilla vita di guarnigione.