Storia – 6. Le gardes d’honneur

6. Le gardes d’honneur

La seconda nuova unità è lo squadrone delle guardie d’onore, che viene creato con decreto del 1° aprile 1809. Anche questo è un corpo di volontari che, destinato alla scorta della granduchessa Elisa, è formato da familiari e parenti dei componenti dei collegi elettorali, oltre che dai coscritti figli o nipoti di possidenti di alto reddito1. La prima uniforme delle guardie d’onore si compone di un abito lungo rosso scarlatto, con colletto, doppio petto, filettatura delle tasche, code e manopole turchine, panciotto e culotte bianche, stivali neri, bicorno con gallone d’argento e pennacchio turchino e rosso, spalline e cordelline argento, queste ultime indossate sul braccio destro e sul petto2. Dal punto di vista operativo, le guardie d’onore toscane sono utilizzate con compiti di scorta e guardia di palazzo fino al luglio 1812, quindi, vengono inviate a Tours e da qui, unitamente alle guardie d’onore piemontesi, si avviano l’8 agosto 1812 alla volta di Varsavia. Ai primi di novembre le guardie d’onore toscane e piemontesi sono in marcia per Varsavia e di tale passaggio vi è traccia nella stampa locale3. Nel dicembre 1812 le guardie d’onore toscane svolgono un servizio di scorta per l’imperatore, in visita a Varsavia4. Alla fine del dicembre 1812 lasciano Varsavia e raggiungono Posen il 23 gennaio 1813 assieme ai veliti di Firenze e di Torino. A Posen le guardie d’onore ed i veliti sono passati in rassegna dal principe Eugenio e dal maresciallo Bessierès. Queste unità vengono quindi inquadrate con i reparti della guardia imperiale in una divisione di riserva del corpo di osservazione. A fine gennaio 1813 troviamo le guardie d’onore di Firenze con una forza totale di 167 uomini inserite, assieme alle guardie d’onore di Torino, nella cavalleria della guardia del corpo di osservazione comandato dal vicerè, principe Eugenio5. Al primo febbraio 1813 l’organico delle guardie d’onore di Firenze è calato a 144 cavalieri6. Le guardie d’onore toscane combattono quindi a Berlino e nella successiva ritirata, che inizia nella notte tra il 2 ed il 3 marzo 18137.

Nell’aprile del 1813 Napoleone riorganizza la propria cavalleria per riparare al disastro della ritirata di Russia nella quale sono andati perduti buona parte dei cavalli. Così, tra i vari provvedimenti adottati, dispone la creazione di 4 reggimenti di guardie d’onore reclutate tra le famiglie più abbienti e tra quelle nobili dell’impero. Tali unità sono composte di giovani che devono provvedere con le proprie sostanze a dotarsi di cavalcatura ed equipaggiamento. Quindi, con un Sénatus-consulte del 3 aprile 1813 viene ufficialmente disposta la creazione di questi quattro nuovi reggimenti8.

Al 1 maggio 1813 l’organico delle guardie d’onore toscane, che fanno ora parte della divisione della vecchia guardia del generale Roguet, si è drasticamente ridotto a soli 52 effettivi 9. Nella notte probabilmente vengono rinforzate con dei rimpiazzi poiché il giorno successivo, Il 2 maggio 1813, le guardie d’onore toscane sono presenti alla battaglia di Lutzen con 103 cavalieri10. Il lodevole comportamento delle guardie d’onore toscane e piemontesi vale loro un importante riconoscimento. Il 15 maggio 1813 un decreto imperiale nomina ufficiali o marescialli d’alloggio i giovani più meritevoli delle guardie d’onore toscane e piemontesi, sciogliendo così di fatto tali reparti. Perciò i nuovi ufficiali finiscono dispersi nei vari reggimenti dell’impero, mentre i marescialli d’alloggio vengono avviati a Lione per essere utilizzati come quadri dei nuovi régiment de gardes d’honneur, al momento in fase di costituzione11. L’originaria compagnia delle guardie d’onore toscane viene definitivamente cassata dai ruoli il 6 luglio 181312. Nel frattempo però viene creata un’altra compagnia di 150 guardie d’onore toscane che in due scaglioni, il 23 luglio ed il primo agosto 1813 partono alla volta di Tours per entrare a far parte del 3ème régiment de gardes d’honneur. A questa prima compagnia ne segue presto un’altra e complessivamente sono inserite nei ranghi del 3° reggimento 256 guardie d’onore toscane13. La vecchia uniforme dall’abito rosso ha lasciato il posto ad una tenuta alla moda “alla ussara”, molto più indicata per il servizio a cavallo. Questa è prevista per tutti e quattro i reggimenti ed è composta da pelisse e dolman verdi, pantaloni, colletto, paramani e schakò rossi, bottoni e galloni argento, trecce bianche o argento, sovra pantaloni da campagna verdi con banda rossa; I reggimenti si distinguono per il colore del pon pon: 1° reggimento rosso, 2° blu, 3° giallo e 4° bianco14. Il 25 agosto 1813 i quattro reggimenti di guardie d’onore sono formalmente riuniti in un’unica divisione che è posta agli ordini del generale Dejean. L’organigramma è ancora in parte virtuale poiché alcuni contingenti di guardie, che provengono da ogni angolo dell’impero, sono ancora in viaggio per raggiungere il proprio reggimento. Questi arrivi si protraggono per tutto l’autunno del 181315. Si delinea però una situazione imprevista. La forte concentrazione di pupilli di famiglie nobili, compresi elementi provenienti da aree tradizionalmente ostili alla rivoluzione prima e a Napoleone poi, favorisce lo svilupparsi di una cospirazione in seno al 3° reggimento. Questa è alimentata da un gruppo di guardie provenienti dalla Vandea che probabilmente trova aderenze anche nei contingenti di altre nazioni16. La cospirazione è presto stroncata e gli animatori vengono arrestati, ma l’episodio fa si che il comandante del reggimento, il generale de Ségur, operi una serie di misure preventive sugli elementi ritenuti sospetti. Tra questi il de Ségur cita un certo Medici, arrivato con il contingente di Firenze, che assieme ad altri viene lasciato al deposito di Tours17. In realtà non è dato sapere se trattasi effettivamente di soggetto sospetto o se queste attenzioni gli siano rivolte, nel clima di congiura che si sta concretizzando, solo a causa del suo cognome.

L’8 ottobre 1813 la divisione presenta una forza di 171 ufficiali e 5.014 sottufficiali e soldati, dotati in tutto di 4.642 cavalli18. Al 15 ottobre 1813 i vari reggimenti della divisione delle guardie d’onore sono ognuno aggregato ad un reggimento di cavalleria della vecchia guardia. Il 3ème régiment de gardes d’honneur, dove militano le guardie d’onore toscane, a quella data, è aggregato al glorioso régiment de grenadiers à cheval de la vieille garde19. Il 3ème régiment de gardes d’honneur combatte nell’ottobre del 1813 sia a Lipsia che ad Hanau. Il 13 gennaio 1814 i quattro reggimenti delle guardie d’onore, sensibilmente diminuiti numericamente a causa dell’usura bellica, sono riuniti in un’unica divisione al comando del generale Defrance. Nel 1814 le guardie d’onore combattono: il 10 febbraio a Champaubert, l’11 febbraio a Montmiraill, il 12 febbraio a Chàteau-Thierry, il primo marzo a Lizy-sur-Ourcq, il 6 marzo a Berry-au-bac, il 7 marzo a Craonne, il 13 marzo a Reims, il 18 marzo ad Arcis-sur-Aube, il 27 marzo a Meaux, il 30 marzo a Parigi e ed il 26 marzo ed il 9 aprile a Landau20. In particolare, il 13 marzo 1814 a Reims, il reggimento si copre di gloria caricando e travolgendo prima dei dragoni russi e poi una batteria, impossessandosi di 14 pezzi di artiglieria21. L’episodio ha vasta eco, tanto che, il giorno successivo, sorta una questione per il diritto di precedenza con la vecchia guardia, quest’ultima decide di cedere il passo alle guardie d’onore, così come ci racconta il De Laugier:

Il giorno dopo offriva questo campo di battaglia spettacolo

sanguinoso ed orrendo. Quivi scontratesi le guardie d’onore

coi granatieri della vecchia guardia, insorse questione per la

precedenza del passo. Quando ad un tratto si udì da questi

ultimi unanimamente esclamare < lasciamo passare queste

brave guardie: il terreno loro appartiene, e possono fieramente

mostrarvisi.>22

1 Cfr. GIORGETTI, Le armi…., op. cit., vol. II, p. 377.

2 Cfr. GIORGETTI, Le armi…., op. cit., vol. II, p. 377 e IMPERATORE Luigi Franco, Uniformi degli stati italiani dell’800, Rusconi, Milano 1982, p. 123, dove è stata riprodotta a colori l’originaria tavola XVII dell’opera del Giorgetti, realizzata all’epoca su modelli di Quinto Cenni.

3 Al riguardo, il De Laugier ci informa che “La gazzetta di Posnania del 6 novembre 1812 diceva. I superbi corpi della guardia d’onore di Toscana e di Torino, che qui soggiornarono, ne sono ora ripartiti. Questi corpi sono composti di giovani di riguardo, ricchi e di ottime maniere. La loro presenza è si bella, che ognuno gli avrebbe presi per un corpo d’ufficiali.”, Cfr. DE LAUGIER, Fasti e…, op. cit., vol. 12, pp. 57-58.

4 Cfr. DE LAUGIER, Gli italiani…., op. cit., vol. IV, p. 302.

5 Cfr. NAFZIGER, Lutzen e Bautzen…., op. cit., pp. 287-288.

6 Cfr. NAFZIGER, Lutzen e Bautzen…., op. cit., p. 301.

7 Cfr. DE LAUGIER, Fasti e…, op. cit., vol. 12, pp. 193-194.

8 Cfr. PAWLEY Ronald, Napoleon’s Guards of Honour, Osprey, Oxford 2002, p. 4.

9 Cfr. NAFZIGER, Lutzen e Bautzen…., op. cit., p. 319.

10 Cfr. NAFZIGER, Lutzen e Bautzen…., op. cit., p. 328.

11 Cfr. DE LAUGIER, Fasti e…, op. cit., vol. 12, p. 239 e pp. 398-399.

12 Cfr. GIORGETTI, Le armi…., op. cit., vol. II, p. 504.

13 Cfr. PAWLEY, Napoleon’s Guards, op. cit., p. 6 e 8.

14 Cfr. PAWLEY, Napoleon’s Guards, op. cit., pp. 13-17.

15 Cfr. BOWDEN, Napoleons’s…., op. cit., p. 239.

16 Cfr. PAWLEY, Napoleon’s Guards, op. cit., pp. 20-21.

17 Cfr. DE SÉGUR, Du Rhin, op. cit., pp. 36-44 e 46-57.

18 Cfr. PAWLEY, Napoleon’s Guards, op. cit., p. 36.

19 Cfr. BOWDEN, Napoleons’s…., op. cit., p. 326.

20 Cfr. MARTINIEN, Tableaux…, op. cit. p. 103, PAWLEY, Napoleon’s Guards, op. cit., pp. 37-40, SIX, Dictionnaire…, op. cit., vol. I, p. 307 e SMITH, Napoleon’s…, op. cit., p. 34.

21 Secondo il De Laugier, la carica di Reims è condotta da il generale Segur, colonnello comandante il reggimento, dal colonnello Saluzzo e da “100 guardie italiane del 3° reggimento”, Cfr. DE LAUGIER, Fasti e…, op. cit., vol. 13, pp. 330-332 e pp. 386-387; visto il carattere multinazionale dei reggimenti delle guardie d’onore, questa affermazione sembra sopravvalutare il contributo italiano, considerato anche che il de Ségur cita come protagonisti in quell’episodio numerosi nomi francofoni.

22 Cfr. DE LAUGIER, Fasti e…, op. cit., vol. 13, p. 333.

Il brano sopra citato è tratto da: Gianni Doni “CENNI SUI MILITARI TOSCANI NELLA GRANDE ARMÉE” in: Partire, Partirò, Partir bisogna. Ed. Polistampa, Firenze 2009.