Storia – 3.6 Germania 1813: la difesa di Wurzburg

3.6 Germania 1813: la difesa di Wurzburg

Napoleone ha disseminato le fortezze della Germania di guarnigioni per tenere a freno i tedeschi. Nella prima fase della campagna del 1813, con le vittorie di Lutzen e Bautzen, sembra che l’imperatore sia riuscito a risollevare le proprie sorti. L’armistizio estivo consente agli esausti francesi una breve pausa, che viene sfruttata per riorganizzarsi. Quindi, con il riaccendersi del conflitto, le potenze alleate riprendono con successo l’iniziativa. Così, dopo il disastro di Lipsia, la defezione della Baviera ed il suo passaggio tra le file dei coalizzati, Wurzburg è investita da una armata austro bavarese di 60.000 uomini. L’armata è comandata dal quel generale Wrede che a Wilna aveva partecipato con i suoi Bavaresi al fianco di Ney e dell’altro 113ème ai combattimenti di retroguardia contro i russi. La guarnigione di Wurzburg è comandata dal generale Turreau ed è composta da parte del 113ème di linea “spagnolo”1, un battaglione del Wurzburg, un battaglione del 127ème formato da truppe di lingua tedesca, un battaglione del 128ème anch’esso tedesco, oltre che da due compagnie del 13° ussari, quest’ultimo formato da toscani e romani. All’arrivo dell’esercito austro bavarese i tedeschi si ribellano e gli italiani riescono a cacciarli fuori dalle mura. Però il perimetro murario è troppo vasto per essere tenuto da così poche truppe ed i difensori si ritirano nella cittadella2. Il Wrede schiera 80 cannoni che aprono il fuoco sui risoluti difensori e tenta per tre giorni di conquistare la cittadella. Poi desiste e, lasciata un brigata ad assediare la guarnigione, prosegue in direzione di Francoforte. Wurzburg però non cede e resiste per sei mesi, arrendendosi solo il 4 maggio 18143, a seguito dell’abdicazione di Napoleone. A quel punto i reduci toscani di questa metà del 113ème “spagnolo” e quelli del 13° ussari sono provvisoriamente inviati a Strasburgo e poi rimpatriati4.

 

1  Come abbiamo detto nelle pagine precedenti, si tratta del secondo battaglione e delle prime tre compagnie del primo battaglione.

2 Cfr. DE LAUGIER, Fasti e…, op. cit., vol. 13, pp. 54-55.

3 Cfr. SIX, Dictionnaire…, op. cit., vol. II, pp. 517-518.

4 Cfr. GIORGETTI, Le armi…, op. cit., vol. II, p. 466.

Il brano sopra citato è tratto da: Gianni Doni “CENNI SUI MILITARI TOSCANI NELLA GRANDE ARMÉE” in: Partire, Partirò, Partir bisogna. Ed. Polistampa, Firenze 2009.