I reggimenti di fanteria francese della rivoluzione all’impero

Dalla rivoluzione all’impero i reggimenti di linea della fanteria francese subirono diverse riorganizzazioni per rispondere sostanzialmente ad esigenze tattiche e soprattutto alla necessità di integrare un numero sempre crescente di nuovo personale.

L’esercito ereditato dalla Repubblica era composto da 79 reggimenti nazionali e 23 esteri di 2 battaglioni. Ogni battaglione era a sua volta su 5 compagnie di circa 120 uomini ciascuna: nel primo battaglione una delle compagnie era di granatieri mentre nel secondo era di cacciatori.

All’esercito regolare si era aggiunta la Guardia Nazionale ed una pittoresca pletora di unità volontarie, di “legioni”, di altre unità estemporanee, e gli uomini delle leve del 1791 (l’unica vera leva di volontari, in massima parte borghesi, che si rivelarono ottimi combattenti), del 1792 (la famosa leva della “Patrie en danger”), della” leva dei 300.000″ del febbraio del 1793 e infine della “levée en masse” del 23 agosto 1793.

Si iniziò a mettere ordine in questo dedalo già dal gennaio 1791, innanzitutto con un tipico provvedimento “rivoluzionario”, ovvero cancellando i nomi dei reggimenti, retaggio della monarchia.

Il primo vero problema, però, era l’omogeneizzazione delle varie componenti, diverse non solo per origine, addestramento e motivazione, ma anche per le paghe che ricevevano: un fuciliere della Guardia Nazionale, ad esempio, era pagato il doppio di un militare regolare.

Tra il febbraio 1793 e il gennaio 1794 maturò il provvedimento della “Amalgame”: che però non produsse effetti fino alla fine di quell’anno, quando le unità di orgine rivoluzionaria erano scese al 10% del totale.

Le nuove unità “amalgamate” erano le Demi-Brigade, che riunivano 1 battaglione regolare affiancato da 2 battaglioni di orgine rivoluzionaria, nel cosiddetto Embrigadement.

Altre forme di “Amalgame”, portavano le nuove compagnie di reclute a riempire i ranghi di qualsiasi formazione ne avesse necessità, nella prospettiva finale di una completa standardizzazione dell’esercito senza piú alcuna distinzione tra i singoli soldati.

I tempi della politica sono diversi da quelli della guerra e la Francia repubblicana visse il decisivo momento di Fleurus, il 26 giugno 1794, con solo la metà scarsa dei suoi battaglioni — per l’esattezza 50 su 103 — riuniti in 17 Demi-Brigade (una delle quali con 2 battaglioni) e gli altri ancora divisi tra Garde Nationale, reggimenti tradizionali, unità volontarie, ecc., composte di un solo battaglione.

Il 12 agosto 1793 l’organico di battaglione venne fissato per legge in 8 compagnie di 67 fucilieri e 1 di 48 granatieri, per un totale complessivo con ufficiali di quartier generale, ufficiali di battaglione, sottufficiali, musicisti, ecc. di 771 uomini per battaglione e 2.421 uomini per Demi- Brigade.

Successive modifiche portarono nel 1796 l’organico di compagnia a 104 fucilieri e a 20 uomini di altri ranghi per un totale sulla carta di di circa 3.400 uomini tra ufficiali e fucilieri per ciascuna Demi-Brigade di 3 battaglioni.

In due anni di “Amalgame” le Demi-Brigade passarono da 198 a 211, per poi, nei primi tre mesi del 1796, essere ridotte a 100 e risalire a 110.

Alla fine del 1800 l’esercito francese era costituito da 140 Demi-brigade:

 

4 Demi-Brigade di linea su 4 battaglioni

103 Demi-Brigade di linea su 3 battaglioni

3 Demi-Brigade di linea su 2 battaglioni

2 Demi-Brigade leggere su 4 battaglioni

27 Demi-Brigade leggere su 3 battaglioni

1 Demi-Brigade leggera su 1 battaglione

 

La forza teorica totale dell’esercito francese era così calcolabile in 10.128 ufficiali di compagnia, 47.264 sottufficiali di compagnia e 330.004 uomini.

Il 24 settembre del 1803 venne reintrodotto il termine “reggimento” e la definizione di Demi-Brigade fu riservata ad unità estemporanee: dei 90 reggimenti esistenti nel 1803 19 erano su 4 battaglioni (per un totale di 4.306 uomini a reggimento) e i rimanenti su 3 (complessivamente 3.234 uomini).

Giusto un anno dopo, una legge del 20 settembre 1804 introdusse un’innovazione già sperimentata da quattro anni in alcuni battaglioni: una compagnia di fucilieri di ciascun battaglione venne sostituita da una compagnia di “Voltigeurs”.

Nella campagna del 1805 i reggimenti del teatro italiano avevano quasi tutti 3 battaglioni, mentre quelli al comando di Napoleone erano in maggioranza su 2 battaglioni e solo una manciata su 3.

Questa differenza tra organico reggimentale teorico e di campagna era normale, perché molto spesso i reggimenti venivano divisi per operare su teatri diversi: in questo modo era piú difficile che un intero reggimento venisse spazzato via da una campagna o da una battaglia troppo dura.

Nella campagna del 1806 solo il V corpo di Lannes ha 8 reggimenti per complessivi 25 battaglioni, mentre negli altri corpi quasi tutti i reggimenti sono su 2 battaglioni.

Con un decreto del 18 febbraio del 1808 (di cui tratto a parte per la sua importanza) Napoleone stabilì per legge che i reggimenti fossero formati di 4 battaglioni, piú uno di deposito su sole 4 compagnie di fucilieri, guidato da un ufficiale anziano. Nei battaglioni di guerra venne ridotto a 4 il numero delle compagnie di fucilieri, con ogni compagnia costituita da 121 fucilieri e 19 altri ranghi — per un totale teorico reggimentale di 108 ufficiali e 3.862 uomini di truppa, considerando anche i circa 500 uomini del battaglione del deposito.

Nella campagna del 1809 non si vedono ancora effetti della nuova normativa: benché come detto almeno nominalmente tutti i reggimenti dovessero avere 4 battaglioni da guerra (3 addirittura 5) il 21 maggio durante la prima giornata della battaglia di Aspern-Essling dei 71 battaglioni presenti 20 sono organizzati in 10 reggimenti di 2 battaglioni e 51 in 17 reggimenti da 3 battaglioni, una parte dei quali sono in realtà estemporanee Demi-Brigade di reggimenti di un solo battaglione ciascuno.

Nel 1811, all’approssimarsi della campagna di Russia i reggimenti di fanteria sono saliti complessivamente a 139: i battaglioni nominali per reggimento vanno da 3 a 5 ed eccezionalmente anche a 7 battaglioni.

Il 7 settembre 1812 a Borodino 15 reggimenti francesi sono su 5 battaglioni, 10 su 4 battaglioni, 2 su 2 e 1 su 1.

Dopo il disastro della campagna di Russia, nel 1813, l’organico di reggimento tornò nominalmente ai 4 battaglioni, ma nell’ottobre di quell’anno, nell’imminenza della battaglia di Lipsia, su 61 reggimenti di fanteria francese 8 erano su 1 battaglione, 26 su 2, 24 su 3, 2 su 4 e 1 su 5 (della fanteria navale), con una forza di battaglione che andava da meno di 300 uomini a circa 700.

La campagna del 1814, con la sua eccezionalità e la moltitudine di piccole battaglie, ci presenta un quadro disordinato. Comunque, alla battaglia di La Rothiere, il 1 febbraio 1814, l’esercito francese affrontò gli alleati con 46 reggimenti per un totale di 61 battaglioni così suddivisi: 32 da 1 battaglione, 11 da 2 battaglioni, 2 da 3 battaglioni e 1 da 4 battaglioni (della fanteria navale).

Infine a Waterloo, nell’atto conclusivo dell’era napoleonica, dei 35 reggimenti di fanteria di linea 27 erano costituiti da 2 battaglioni e 8 da 3, con una forza media di circa 600 uomini.

 

In epoca napoleonica non esisteva un sistema metrico univoco, ogni paese ne aveva uno proprio e anche più d’uno:

  • un miglio autriaco corrispondeva a 7586,45 metri 
  • un miglio inglese (come oggi) a 1.609,31 metri 
  • una vesta russa a 1.076 metri una lega francese a 4.444,45 metri.