1996
Arcole

Arcole 96

La nostra “campagna d’Italia”.
Le divise avevano un’aria più vissuta e realistica che non a Waterloo e noi pensavamo di essere già veterani.
Ma , ahimè, non era così.
Il reggimento si comportò bene, marciando e combattendo in allegria com’era (e com’è) nella sua indole…………fino al fatale Ponte di Arcole.
Eravamo sull’argine, in posizione di rincalzo.
Già erano stati fatti due tentativi di prendere il ponte, senza successo e con numerose perdite da ambo le parti.
Il 113ème preso dal sacro fuoco rivoluzionario, a tambur battente e bandiera in testa inastò le baionette e caricò. Inesorabilmente, valorosamente, incoscientemente.
Senza averne ricevuto l’ordine.
Tutti , ma il nostro Ufficiale di più, ci ricordiamo il generale Etienne Roda che ci insegue furibondo cercando di fermarci.
Gli avevamo rovinato la regìa. Pazienza, ma il ponte l’avevamo preso.
Non ci restò che “morire” tutti per far passare quelli che dovevano, per primi, cacciare gli austriaci dalle loro posizioni.
È nostra comune convinzione che l’episodio non ci sia mai stato perdonato.